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Lo spazio virtuale, parole d’ordine: relazioni e scambi

di Marco Aime.

Guardano alle comunità online notiamo che le nuove forme di comunicazione digitale hanno riconfigurato i legami di prossimità. Sempre più persone sembrano preferire comunicare con qualcuno che non è presente, che è distante. Lo smartphone offre una continua sensazione di connessione con il più ampio mondo sociale, generando così uno spazio virtuale nuovo, al di là di quello reale vissuto.

Cosa non è il web 2.0

Dal face to face si è passati allo screen to screen. Il termine community non è la mera traduzione di comunità: ha caratteristiche profondamente diverse. Il web 2.0 non è un territorio. Anche se uno spazio comune non è sufficiente a creare una comunità, di certo aiuta. Un territorio è “segnato”, scritto, modellato da chi ha vissuto. I segni e i toponimi non si limitano a indicare dei luoghi, poiché sono impressi e condivisi nella memoria collettiva, ricordano un passato comune. La rete è senza toponimi.

Aggregazione: come avviene nelle comunità online

Per aggregazione, però, non si intende solamente la condivisione di un luogo fisico, ma anche la creazione di spazi mentali comuni, di terreni culturali condivisi. Quegli spazi sono in realtà uno spazio mentale: non permette di condividere l’esperienza in senso pieno, venendo meno la fisicità e tutto il corredo di emozioni e codici fondati sul linguaggio del corpo. L’interlocutore si è smaterializzato, è diventato virtuale.

I sempre maggiori flussi globali che caratterizzano la nostra epoca hanno dato vita a una serie di nuovi immaginari e di nuovi panorami. Sempre più frequentemente ci troviamo di fronte a una sequenza di immagini in movimento che incrociano spettatori deterritorializzati. Sono saltati i confini che determinavano territori, culture, società e la globalizzazione ha prodotto una frattura tra il luogo di produzione di una cultura e quello o quelli della sua fruizione.

La deterritorializzazione è una caratteristica del mondo moderno che, unita alla sempre crescente circolazione di informazioni, dà vita a una serie di immaginari ogni volta più complessi, di ideologie e abitudini universali.

Di cosa vivono le comunità online

Se lo spazio fisico non è più un elemento essenziale per condividere esperienze o per identificarsi in un gruppo, allora l’accento si sposta sulle relazioni. Le comunità online, infatti vivono esclusivamente di relazioni e di scambi e la dimensione comunicativa è preponderante. Allo stesso tempo, la natura intrinseca di queste comunità, decisamente più fluida, fa sì che i loro confini e i loro significati, siano più facilmente rinegoziabili, rispetto a quelli di una comunità offline. Così come le identità dei loro membri.

è professore ordinario e coordinatore di corso di studio Magistrale in Informazione ed Editoria

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