I SETTE PALAZZI CELESTI DI KIEFER

di Aurora Nina Allegra

I Sette Palazzi Celesti è la più grande installazione permanente site-specific presente in Italia dell’artista tedesco Anselm Kiefer.

Sette torri di altezza variabile tra i 13 e i 19 metri che svettano in un ambiente asettico, trasformandolo in un set cinematografico, una realtà parallela.

Visitandolo, si ha la sensazione di attraversare un mondo possibile, collocato in un futuro non precisato, distrutto da una guerra che ancora non si è consumata.

Lo spazio dedicato a questa installazione si trova in un contesto urbanistico considerato “terra di mezzo”, a Milano, tra centro e periferia, che trasforma l’istallazione in un intervento di arte pubblica.

L’artista, Anselm Kiefer, nasce l’8 marzo 1945 a Donaueschingen in Germania, a pochi mesi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. La prossimità con la distruzione prodotta dalla guerra negli anni dell’infanzia segna la sua memoria ed espressività.

Artista della memoria

Anselm Kiefer appartiene alla generazione anno zero, cresciuta tra macerie, desolazione e desiderio di ricostruzione.

Il seme del progetto nasce nel 1988, quando l’artista acquista e ristruttura in Germania, nel Baden – Wurttemberg, una fabbrica di laterizi in disuso che assume le sembianze di una istallazione che integra opera d’arte e architettura.

Quattro anni dopo, nel 1992, si trasferisce in Occitania a Barjac, nel sud della Francia, in un’area industriale dismessa chiamata La Ribaute. Qui inizia concretamente il suo lavoro di ricerca, che lo ha impegnato quindici anni, e ha dato vita all’istallazione che oggi vediamo.

I Sette Palazzi Celesti devono il loro nome ai Palazzi descritti nell’antico trattato ebraico, il Libro dei Palazzi/Santuari, risalente al V – VI secolo d.C. Ogni torre ha un proprio nome, una propria identità: Sefiroth, Melancholia, Ararat, Linee di Campo Magnetico, JH & WH e la Torre dei Quadri Cadenti.

Linee di Campo Magnetico

La torre più alta, Linee di Campo Magnetico, raggiunge i 19 metri. È formata da sette livelli, l’ultimo incompleto. All’interno, l’artista ha posto una serie di pellicole in piombo su cui sono applicate, a fasi alterne, stampe fotografiche che raffigurano nuvole. Sul pavimento, bobine cinematografiche.

Odore di polvere, cartone, cemento. Silenzio, interrotto dal rumore dei passi. Uno spazio che destabilizza lo sguardo. 

L’istallazione è un viaggio nei ricordi di un bambino che sognava di diventare artista.

Aurora Nina Allegra

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