Teorie della Comunicazione: professore Carlo Penco

Che argomenti si affrontano nel corso di Teorie della Comunicazione del docente Carlo Penco? Ce lo spiega il professore in una breve panoramica.

La maggior parte della comunicazione è implicita. Ovvio, e si pensa subito al linguaggio non-verbale, ai gesti e le emozioni. Ma così si dimentica quanto di implicito viene veicolato col linguaggio.

Teorie della Comunicazione: il dare per scontato e la contrattazione

Parlando, non possiamo evitare di “dare per scontato”. Se dico: “Pia ha smesso di fumare”, do per scontato che Pia fumava, e se dico a Pia: “Vieni anche tu al cinema?”, do per scontato che vengano anche altri. E se Pia mi risponde “devo studiare”, capisco che questa è una giustificazione per non accettare il mio invito, anche se Pia non lo dice a chiare lettere.

Ogni dialogo è una contrattazione tra cortesia (“devo studiare”) e chiarezza (“non vengo al cine perché sei antipatico”). E spesso forme di cortesia comunicano implicitamente cose che  se dette esplicitamente rovinerebbero i rapporti sociali.

Teorie della Comunicazione: la notizia e l’implicito

Se dal dialogo passiamo alla notizia, il problema dell’implicito diventa enorme. Chi scrive o legge deve padroneggiare le assunzioni dell’ambiente digitale in cui scrive. Le teorie più recenti della pragmatica, della linguistica e della filosofia del linguaggio si sono concentrate sui meccanismi impliciti dei mezzi linguistici. In particolare alcuni studi si sono soffermati sull’influenza di tali meccanismi nella diffusione via social degli atteggiamenti d’odio e discriminazione. Ma questi meccanismi sono gli stessi che vengono usati nella comunicazione normale, e saperli utilizzare è un “must” di ogni giornalista o comunicatore.

Il corso di Teorie della Comunicazione

Il corso di Teorie della Comunicazione vuole aiutare chi lo frequenta a individuare come, dagli aspetti espliciti di ciò che viene detto, si possano ricavare informazioni su chi parla o scrive: cosa presuppone? Cosa cerca di farci intendere?

Alcune teorie hanno controparti formali sofisticate, che potranno essere più utili a chi scrive chatbox, e sulle quali pertanto non ci soffermeremo più di tanto. Ma alla fine del corso, credo che si arriverà a una maggiore sensibilità e capacità di cogliere ciò che sfugge a prima vista o a una prima lettura.  

Come è strutturato il corso

Il corso di teorie della comunicazione e è in parte seminariale (con presentazione di teorie e discussioni in classe) e in parte un lavoro collettivo online. La classe, divisa in piccoli gruppi, analizza testi di diverse forme di comunicazione online, dai quotidiani, ai social come Facebook, Twitter, Instagram, Tiktok, ecc.  (a seconda degli interessi e competenze delle persone che seguono il corso).

Si cercheranno casi esemplari in cui applicare le tecniche imparate nel corso, per verificare come possano venire usate in diversi ambienti online.  E alla fine ci si renderà conto che ogni contesto contiene la sua misura e i suoi modi di comunicazione implicita ed esplicita. Non capire bene i contesti in cui si interviene porta inevitabilmente a disastri comunicativi (o semplicemente a fare una serie di “gaffe”). Si suggerisce, ovviamente a coloro che sviluppano competenze in questo senso, ad applicarle negli stage presso giornali o altre ditte, ma – perché no? – anche in classe e nella vita quotidiana. 

Carlo Penco professore a contratto, Dipartimento di Scienze Politiche e internazionali, insegna Teorie della Comunicazione.

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