La convivialità dell’essere a tavola: un incontro con Gaia Bottino

di Rebecca Roddolo.

Gaia Cottino, docente delle discipline demo-etno-antropologiche e autrice del libro Il peso del corpo, è stata protagonista di un incontro seminariale sui gusti e disgusti. Il suo intervento è stato una grande opportunità per svolgere un’analisi antropologica di quanto avviene nella società odierna sul rapporto con il cibo. Un grande divario che bisogna sempre tenere in considerazione, in effetti, è la distinzione tra nutrimento e alimentazione: due concetti nettamente opposti che sono necessari per comprendere la grammatica alimentare che ci contraddistingue.

Sul cibo siamo fortemente classificatori, il che implica il bisogno di differenziare ciò che siamo disposti a mangiare e ciò che eviteremmo. Ogni persona è integrata nella sua cultura, la quale creerà nell’individuo una preferenza incosciente, che è strettamente legata al concetto di alimentazione. In effetti, se un qualsiasi soggetto italiano fosse costretto a cibarsi di un cibo ignoto al suo palato e soprattutto alla sua cultura, considerata nel suo pensiero “normale”, si otterrebbe un rifiuto categorico, e questo perché non è considerabile come edibile. Un esempio caratteristico della cucina italiana è la forte negazione dell’integrazione di insetti, che sono presenti nella cucina di diverse parti del mondo e considerabili come ricchi di nutrienti: questo perché gli italiani non hanno nella loro concezione mentale l’idea di ingerire un insetto, che per l’appunto considerano incommestibile e a tratti velenoso. Oltre a questo aspetto, è altrettanto interessante quanto alcuni alimenti siano strettamente correlati a valori simbolici. Ciò dimostra quanto la nostra alimentazione non si limiti al semplice nutrimento del proprio corpo e quindi alla soddisfazione della fame, ma alla scelta molto esigente di cibo che soddisfi anche la nostra vista, l’olfatto e il pensiero mentale, che può attribuire significati simbolici o rilegarli ad una fede religiosa. Nelle varie culture, alcuni alimenti richiamano un qualche simbolo implicito, che è comune a tutti coloro che fanno parte di quella cultura. Nella cucina italiana, ad esempio, potremmo tenere conto di come il caviale possa essere considerato un cibo di lusso, mentre la torta indica una festa, che spesso corrisponde ad un compleanno.

Gaia Cottino sostiene che “noi, come i pesci, siamo immersi nella nostra cultura. I pesci, infatti, non vedono l’acqua intorno a loro.” Questa metafora racchiude appieno il concetto di quanto ognuno sia strettamente immerso in tutto ciò che la propria cultura ci trasmette, tanto da diventare noi stessi la cultura. Considerando il fattore cibo, le persone diventano spesso intransigenti, tanto da dimenticare il concetto di curiosità. Ognuno di noi è nato in una data cultura, la quale integra ed esclude determinati alimenti, per cui il desiderio di “assaggiare” un cibo che secondo il proprio palato è considerabile non edibile non può avere luogo, quindi la sua accettazione come tale difficilmente potrà avvenire.

Gaia Cottino insiste, inoltre, sulla convivialità, ossia il piacere della tavola, che è ciò che contraddistingue ogni essere umano, ed è condivisibile. La caratteristica comune ad ogni cultura per quanto riguarda il cibo è quindi il bisogno di condividerlo con altri. Il cibo diventa allora automaticamente non più un concetto legato al nutrimento del proprio corpo, ma un piacere condiviso con coloro che ci stanno accanto.

L’incontro ha approfondito anche altri temi legati alla cucina italiana, che richiamano fortemente quanto questa sia considerabile “meticcia”, ossia ricca di alimenti che sono stati esportati dall’estero: la tradizione può quindi essere considerata come tale? È vero che le ricette nascono in alcuni luoghi specifici, per cui la loro origine è chiara, ma siamo sempre certi che alcuni alimenti siano originari nel posto in cui una ricetta è nata? È interessante, infatti, notare come la ricetta del pesto sia considerata come sugo o salsa della regione Liguria, per cui il basilico viene considerato automaticamente un alimento ligure, eppure si tratta anch’esso di una pianta originaria dell’India e dell’Asia tropicale. Gaia Cottino, nel suo illuminate intervento, rende quindi chiaro quanto in realtà l’alimentazione sia un fenomeno che è di forte impatto in ogni civiltà ed è un

Rebecca Roddolo

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